
Posso affermare di essere uscita alquanto sorpresa dal cinema quella sera.. Gabriele Muccino ha lasciato un pò tutti interdetti nel realizzare un film dalla trama così intensa e toccante come "The pursuit of happyness" da noi meglio conosciuto come "La ricerca della felicità" ...
La trama sarà ormai nota a tutti : Sposato e con un figlio di cinque anni fatica a sbarcare il lunario vendendo macchinari medici all'avanguardia ma estremamente costosi, motivo per cui spesso rifiutati dagli ospedali. La degradante situazione non viene retta dalla moglie che lascia il marito e il figlio. Chris Gardner ormai padre single non si perde d'animo e continua a cercare un impiego di lavoro. Rimasto affascinato da una società di consulenza di borsa, dove per farne parte è sufficiente "essere bravi con i numeri e le persone", si candida ad un posto di praticante, che ottiene facendo leva sulle sue notevoli capacità intellettive. L'iniziale sorpresa che l'incarico non sia retribuito non lo scoraggia e lo spinge ad applicarsi con maggiore impegno. La sua speranza è che, dimostrando di essere il più bravo, possa ottenere alla fine del corso un lavoro ben remunerato e un futuro promettente per sé e per il figlio. I mesi del praticantato, tuttavia, sono tutt'altro che facili: senza uno stipendio fisso, con un figlio a carico e l'impossibilità di pagare l'affitto a fine mese, Chris subisce lo sfratto e si ritrova così costretto a dormire ove possibile, dai ricoveri per i senza tetto ai bagni pubblici delle metropolitane. Ma Chris continua ad essere un padre presente, ponendo sempre il figlio in cima alle sue priorità e facendo in modo che la sua situazione non condizioni l'infanzia del bambino e soprattutto la sua felicita. Dopo mille sforzi ottiene il posto di lavoro che tanto desiderava, riuscendo ad assicurare un futuro sereno al figlio. Chris Gardner è l'incarnazione del Sogno Americano. Un film permeato dall'idea americana secondo cui ogni Uomo, se armato di buona volontà e determinazione possa crearsi le proprie opportunità , possa arrivare in cima partendo dal basso, possa ottenere una vita di ricchezza partendo da niente. La forza del film sta nel mostrare gli sforzi e le sofferenze, talvolta esasperate, patite da Chris, senza risparmiare nulla a chi guarda, le emozioni ed i sentimenti saltano vivamente fuori dalla pellicola per diventare una sola cosa con lo stato d'animo dello spettatore. Mucciono ci ha davvero sorpresi, ha ben appreso l'insegnamenti di Rossellini e De Sica che l'hanno introdotto al Neorealismo Italiano. Certo se il film ha avuto successo, regia a parte, un grande applauso va anche a Will Smith che appare invecchiato, maturo, ormai uomo, molto lontano da quando interpretava il "Il principe di Belar". Forse alcuni si saranno annoiati in quel cinema quella sera e le altre..ma non io.. Dopo tutto nessun film di Muccino mi ha ancora deluso :)